Posted by: fspano | August 16, 2011

Education, rewards, competition and motivation


In order to face the challenges that are in front of us the holistic approach  is absolutely essential. An opening to the understanding of how education works and how it should work, how the system of rewards and punishment acts , how competition is acting in our society and what motivates us is crucial so as to become functional, happy and effective in adapting to a new reality.  So we need to be humble and be ready to mean new things. This shows again and again that a different world , a relocalized, post-fossil fuel world will not be a “going back” : it will need and profit from the high level of  knowledge we have achieved. We just have to be humble and trustful enough to use it.

So here you have it

Posted by: fspano | June 13, 2011

Some pearls of wisdom: starting again every day


Planning for what we want to be in a post peak world can be harsh and difficult on our personal life depending on the stage of life we are in. Most of us  need to change status and habits with decreasing availability of energy. If we plan for a soft landing now with our community, we can prepare for a different future, slower, with more time for us and for the others, with a different  and probably more fulfilling life. Change is part of life. Panta Rei: all flows. In a post peak world we will all have to change things with different degrees: from those who need to undergo radical career change to those who will have to remove to new places  and communities. There is no single solution. Everyone needs to find its own, with its community

However it is clear that the planning over a long time scale needs  some clear goal: where to go? what to do?  Any change from adjusting what we already dodo starting a new life can benefit from an understanding of the realities of  a future low energy world. A nice starting point for suggestions, particularly for those who to make less radical shifts, is this post about useful ways of getting one’s share of the pie at Oil Drum Campfire.

I like the simple simple but illuminating post by John Michael Greer , the ArchDruid :  let’s find the capacity to move towards learning ONE thing that is useful to replace ONE thing that is not while saving ONE thing that is essential, that is part of the heritage of our species. This will contribute to make us a worthy art of our community, this will “justify our existence” in the community   (as Isaac Asimov loved to put it in the stories of the Black Widows). Let’s  transition properly !

At the basis of things we should not forget beauty. Strange? Weird? Where is the power of science? A holistic view is required to get to a new future and the direction of understanding should be really connected to the web of life, the ecosystem surrounding us : a way appreciate this is to look at things in a different way and to want to preserve it. Simple principle are powerful here: preserve, learn, understand and appreciate beauty. This is very beautifully put in this speech in the film “I cento passi”.

Allora bisognerebbe ricordare alla gente cosa è  la bellezza, aiutarla a riconoscerla a difenderla […] La bellezza, da quella scende giù tutto il resto.

(We should remind people what beauty is, help them recognize it and defend it[..] Beauty, all the rest derives from that.)

Sometimes it takes some courage to make a career shift  or to understand what we want: let’s do it with our time and pace. In the end there is nothing wrong in going for the road less taken🙂 .

Posted by: fspano | September 18, 2010

Osservazioni sul linguaggio per la transizione (prima parte)


Questo interessante articolo di  Stefano Bonaga & Giancarlo Vitali Ambrogio

Bonificare il linguaggio. La sicurezza è un diritto?

che riporto integralmente in seguito rappresenta un importante spunto per una comunità che debba affrontare una transizione verso una società  con meno disponibilità  energetiche, meno consumi , più lavoro  e , possibilmente, a seconda della capacità di adattamento, una più appagante condizione di vita, con meno tensione e meno velocità.

Il recupero del concetto di sicurezza come bene, come fine a cui tendere, ma non come diritto è un punto cruciale per disinnescare tensioni che derivano dal ” corto circuito disastroso fra delusione sociale permanente e deliri d’onnipotenza politica.” di cui parlano  Bonaga e Vitali.

La capacità delle parole di muovere uomini e donne è  ancora più importante ed essenziale in tempi di mutamento in particolare in tempi in cui sono forti i messaggio che il mutamento ha caratteri non desiderabili per la maggior parte della popolazione.  La forza del linguaggio mette in moto azioni, ridirige consumi, schemi di sopravvivenza, riorganizza risorse e il loro utilizzo nel rapporto con l’ecosfera circostante.  È essenziale riscoprire un linguaggio emendato,  non censurato, ma restituito alla connessione con i fatti, con la natura, un linguaggio rigoroso, si scientifico che ricco di umanità, di connessioni con gli altri, di spiritualità a seconda dei contesti e delle necessità. La transizione potrà  avvenire con il duro lavoro,  manuale e non, di tutti coloro che nella comunità saranno coinvolti, ma la catena che unisce i comportamenti , le aspirazioni , le idee è fornita delle idee espresse con il linguaggio appropriato.  Le parole sono pietre, diceva Carlo Levi , sono anche le fondamenta del nuovo edifico sociale che dovrà  affrontare le sfide energetiche e climatiche. Costruire bene è un imperativo.

La mitopoiesi di una Lega Nord che imitando il vecchio PCI ne avrebbe imitato la pratica del radicamento sul territorio, ha contagiato anche la sempre faticosa immaginazione del PD che ha realmente “sloganato” la formula del “porta a porta”, come se questo ottimistico virus potesse attecchire ai corpi sociali immunizzati dagli antibiotici (etimologicamente) della pervasività mediatica.

L’espressione radicamento nel territorio presuppone un territorio in sé fertile e degno di fiorire e fruttificare nella rappresentanza fotografica di una politica che si metterebbe al servizio della sua immediatezza. Purtroppo il territorio è ampiamente inquinato. Occorre dunque cominciare a dissodarlo e a piantare nuovi semi per frutti più civilmente commestibili.

Un esempio di dissodamento riguarda la bonifica del linguaggio, le cui formule antiche sono portatrici di equivoci e danni simbolici pericolosi per sé e per gli altri.

Ne è un esempio il tema strategico della sicurezza che nel discorso pubblico si articola costantemente nei termini di un supposto diritto alla sicurezza. Tenterò di mostrare la pericolosità sociale enorme di questa espressione, il cui uso ormai consolidato genera aspettative socialmente e tecnicamente insostenibili. A partire dal Leviatano di Hobbes, la sicurezza è un bene (final cause, end, or design of men), non un diritto. Il diritto naturale per Hobbes coincide con l’esercizio della propria potenza ai fini della propria preservazione, a cui si rinuncia liberamente per paura dell’altro (libertà e paura sono per Hobbes compatibili) a favore del Sovrano. Il libero conferimento del potere al Sovrano comporta da parte sua, in cambio, null’altro che la tutela della sicurezza: verso il nemico esterno, con la milizia armata, e all’interno dello Stato con l’amministrazione delle controversie. E tuttavia anche nel paradigma del patto politico più radicale dove il popolo conferisce al Sovrano il potere assoluto, ciò che esso riceve in cambio – la sicurezza – non è per nulla lagaranzia di un diritto, ma la tutela di un bene.

Solo se si affronta la sicurezza come un bene, cioè come uno scopo, un fine, un obiettivo sociale, – e quindi solo parzialmente ottenibile -, e non come un diritto soggettivo, cioè formalmente esigibile, è possibile sdrammatizzare la percezione allarmata della sua scarsità. Viceversa ci troviamo di fronte a paradossi insuperabili. Il primo è la pretesa folle che l’insicurezza sia sottratta alla Vita. Su questa pretesa si sono costruite intere cattedrali metafisiche, religiose e mercantili. La vita sicura è un ossimoro, in qualche modo grottesco. La sua pericolosità le è intrinseca. Le vie di fuga da questa evidenza sono frutto delle promesse di imbroglioni e illusionisti di varia estrazione. Il secondo è che tale eliminazione di ogni insicurezza sia un diritto e non un progetto, sempre precario e reversibile, e sempre da sperimentare in ordine al massimo della tutela possibile. Chiedere allo Stato il massimo della tutela possibile della propria sicurezza è ragionevole, e comporta che si percepiscano le offese e i danni patiti non come un diritto negato, di cui si darebbero garanti assoluti, ma come un bene sottratto, del cui riacquisto occorre farsi carico con il realismo dell’intelligenza. Qualsivoglia progetto sicurezza mai garantirà sicurezza assoluta, e questo senso del limite dovrebbe impedire che di ogni potenziale evento rischioso, pericoloso o dannoso, venga pretesa la sparizione, e che di ogni aggressione subita da chiunque si faccia un caso inaudito e inconcepibile.

Nessuna politica, nessun ordine sociale può garantire l’assoluta sicurezza dei suoi cittadini. Può garantire (quando può) l’impegno sia preventivo che repressivo rispetto ai crimini, nei limiti della contingenza del vivere insieme. Lasciare circolare, enfatizzare e strumentalizzare l’idea che esista un vero e proprio diritto alla sicurezza fa sì che la spirale fra innalzamento delle pretese soggettive ed escalation delle soluzioni promesse produca un corto circuito disastroso fra delusione sociale permanente e deliri d’onnipotenza politica. Emendare il linguaggio sarebbe già un primo passo verso una ragionevole e civile impostazione di un problema peraltro coestensivo con l’esistenza stessa di una società. Ad esso dovrebbero naturalmente seguire più difficili e impegnative iniziative politiche in grado di disarticolare i vari registri e tipologie della domanda sociale di sicurezza in una visione collaborativa capace di far maturare aspettative razionali e risposte efficaci.


Leggo un interessante post sull’Unità (che riporto più sotto) http://concita.blog.unita.it//Il_delitto_piu__grave_1436.shtml e lascio il mio commento:

Cara Direttrice, questa volta il suo commento giunge dritto al cuore sia di un lettore come me che al cuore del problema. La situazione è in realtà anche peggior di quello che lei discute. La specie umana sta attraversando un momento epocale: dobbiamo affrontare una nuova transizione verso una sempre minore disponibilità energetica a causa del picco della produzione del petrolio, il vero flusso vitale della nostra società, combinata con un cambiamento climatico di prima grandezza. Il sapere ha bisogno di rinnovarsi profondamente e di attrezzarsi per affrontare la capacità di una riorganizzazione radicale e localizzata della nostra società, del modo di produrre il cibo, gestire l’acqua, utilizzare le risorse in maniera armonica con il pianeta e le altre specie. Il sapere inteso come conoscenza e l’informazione intesa come libertà di avere le conoscenza per prendere le decisioni cruciali per il nostro futuro sono alla base della nostra capacità di affrontare queste sfide non solo come uomini e donne, ma come essere umani immersi nella rete della vita. La visione individualista ed egoista basata su individualismo, competitività, crescita (dei consumi, del prodotto interno lordo) ha dimostrato il suo fallimento economico, morale e ecologico nella costruzione di un modo superveloce, incapace di chiudere i cicli naturali, basato sulla fruizione del tutto adesso e sul debito economico ed energetico riversato sulle generazioni future e sulle altre specie, molte condannate a difficoltà immense (anche al collasso) . Tutto si tiene: lottare per l’acqua pubblica, contro la distruzione dell’università , contro la legge bavaglio, per la rilocalizzazione della produzione e dei lavori, per un nuovo modello di produzione del cibo sono tutte facce connesse della stessa medaglia. Le parole solidarietà , comunità, localizzazione, sobrietà non sono solo moralmente sostenibili, ma anche economicamente ed ecologicamente essenziali, oggi più che mai: nella scarsità di risorse, chi si unisce non solo sopravvive, ma fiorisce in una qualità della vita superiore, non fatta di “cose”, ma di rapporti fra esseri viventi, di armonia nella semplicità . L’arte, la musica, le manifestazioni della nostra intuizione profonda sono al pari della scienza (e forse anche più) essenziali nel dare una prospettiva a questo cammino: dalle note che smuovono i cuori alla satira che fa pensare, giungono là dove la nostra scienza spesso non arriva. Ancora una volta tutto si tiene, tutto è correlato. Pensiamoci bene nelle nostre battaglie e sentiamoci meno soli.

22/07/2010

Il delitto più grave

Spero non dispiaccia ai nostri lettori se distolgo lo sguardo dai temi di giornata – sui quali peraltro sanno già tutto, questo giornale ha scritto per primo e ossessivamente come la reale strategia di Marchionne fosse quella di lasciare l’Italia cercando il modo di attribuire le responsabilità ai sindacato. Ricordate le parole di Susanna Camusso? Oggi ascoltiamo Landini e Chiamparino. Del ddl sulle intercettazioni abbiamo detto dal principio come il bavaglio alla stampa fosse lo specchio per le allodole che cela la volontà di chiudere in fretta una norma salva-cricca che frena l’azione dei magistrati, leggete oggi le intercettazioni sul sottosegretario Caliendo – difeso da Alfano – e fatevi un’idea della posta in gioco.

Solleviamo dunque la testa dalle carte di giornata e proviamo a guardare l’orizzonte. Qualcosa di terribile sta accadendo in Italia nel disinteresse generale. E’ toccato prima alla scuola dell’obbligo, poi alle superiori. Alla ricerca scientifica. Ora all’Università. Da ieri è in discussione la riforma degli Atenei. Tagli, come al solito. Tagli di spesa e “semplificazione” dei corsi accademici. Spariscono con un tratto di penna. Prima di arrivare a questo – per ottenere che questo accadesse nel silenzio – si è lavorato per anni ad una delegittimazione del sapere come ricchezza individuale e collettiva, come fonte di crescita personale e come investimento. La tv, la pubblicità, i modelli di riferimento – gli esempi: cosa serve nella vita per avere successo? per sentirsi utili, per guadagnare il denaro che occorre a realizzare un progetto, per essere in armonia con se stessi e con gli altri? – hanno proposto un sistematico scardinamento dell’antica equazione sapere uguale libertà. La fatica dello studio non è compatibile col qui e ora dell’eterno presente immemore in cui viviamo. Un figlio che annuncia di voler studiare medicina è diventato una disgrazia: anni di spesa inutile, non ci sarà carriera possibile, le baronìe e le cricche universitarie hanno fatto il resto. Meglio puntare a diventare tronista, ragazza immagine, al limite estetista – un settore in espansione.

Torno da un paio di settimane a Boston, una delle città a più alta densità universitaria degli Stati Uniti, dove ho incontrato docenti e studenti: decine di ragazzi italiani mi hanno avvicinata per raccontarmi la loro delusione. Lavorano alla diagnosi prenatale delle malformazioni, alla ricerca sulle cellule staminali, allo studio comparato delle costituzioni, provano a entrare in un’orchestra, a far reagire un robot di fronte alle espressioni del volto umano. In Italia non torneranno più. Perché non ci sono soldi, nè pubblici nè privati. Perché una sola facoltà di una sola università di quella città investe in sapere più del nostro Paese intero. Perché qui non c’è lavoro, puoi al massimo fare fotocopie gratis. Roberto Carnero racconta la sua storia, leggetela. L’Italia non è un paese qualsiasi. Se l’Italia rinuncia alla conoscenza vivremo davvero come bruti, senza virtù, e non avremo altra risorsa. Investire sui furbi è il più grave delitto commesso da una sciagurata classe dirigente a cui non importa altro che della sua impunità e dei suoi privilegi. La storia lo dirà. Qualcuno fra 150 anni in qualche ateneo del globo studierà questo: come sia potuto accadere, mentre eravamo tutti a discutere del Tg1.

Concita de Gregorio

Posted by: fspano | June 12, 2010

The secret powers of time


I find this 10 minutes video extremely important

Our perspective of time is essential in understanding our actions and the directions we are ready to take. It seems to me that the scientific culture is becoming more and more digital, quick and very much immediate.

Posted by: fspano | April 4, 2010

Food and overpopulation


I have contributed to an interesting

ConERNed Workshop “Breaking the Taboo: the population overshoot problem”

with the following presentation.


Michael Dittmar has produced a remarkable set of articles about Nuclear energy on the oil drum.

Here you have the last installement of the series
http://europe.theoildrum.com/node/5929

with links to the previous ones

and my comment to one of the issues
http://europe.theoildrum.com/node/5929#comment-560574


Segnalo qui  “una riflessione di Luca Mercalli con i contributi del gruppo di pensiero ASPOItalia
(Associazione per lo studio del picco del petrolio, http://www.aspoitalia.it) e con utili suggerimenti da parte delle liste civiche per Forlì (www.destinazioneforli.it/programma/) e Bussoleno – To (http://bussolenoprovaci.blogspot.com)
29 aprile 2009”.

Un eccellente insieme di azionie principi che possono dare vita a cambiamenti essenziali a livello locale e per conseguenza a livello nazionale. Sviluppabile, da tenere a mente per ogni momento di vita pubblica (elezioni incluse!)

Il programma che voterei

Una riflessione di Luca Mercalli con i contributi del gruppo di pensiero ASPOItalia
(Associazione per lo studio del picco del petrolio, http://www.aspoitalia.it) e con utili suggerimenti da parte delle liste civiche per Forlì (www.destinazioneforli.it/programma/) e Bussoleno – To (http://bussolenoprovaci.blogspot.com)
29 aprile 2009
Principi generali
Obiettivo primario della politica: non lo sviluppo economico fine a se stesso bensì la qualità della vita, dell’ambiente e delle relazioni umane.

Le 8R di Latouche: Rivalutare, Riconcettualizzare, Ristrutturare, Ridistribuire, Rilocalizzare, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

Favorire più che la ricchezza economica anche altre forme di ricchezza sociale, come la salute delle persone e degli ecosistemi, l’efficacia della giustizia, le buone relazioni tra i componenti di una società, la solidarietà sociale.

Abbandono del paradigma della crescita continua dei consumi e delle risorse, verso il raggiungimento di uno statostazionario dei flussi demografici, di materia e di energia.

Riconoscimento e gestione dei limiti fisici del territorio e delle persone.

Oltre al diritto di un popolo di eleggere i propri rappresentanti, vi sia  anche la possibilità di vigilare sul loro operato e di ritirare loro la fiducia qualora venga tradita, con interruzione anticipata del mandato.

Territorio, edilizia, energia

Invece dell’inaugurazione, manutenzione, manutenzione, manutenzione!

1) Immediato freno al consumo di suolo: piano regolatore a crescita zero, blocco delle nuove costruzioni residenziali o industriali su terreni agricoli e forestali salvo comprovati motivi di utilità pubblica (il rilascio di nuove licenze per la costruzione di edifici deve comunque essere subordinato all’installazione di pannelli fotovoltaici e solari termici e fabbisogno  energetico non superiore a 50 kWh/m2 anno).

2) Promozione della ristrutturazione e riqualificazione estetica ed energetica dei centri storici e recupero di aree dimesse o degradate da destinare a nuove funzioni edilizie o ricreative.

3) Redazione dell’audit energetico comunale e costituzione gruppo misto esperti-cittadini che produca un piano di transizione globale verso la sostenibilità energetica del comune.

4) Incentivo all’efficienza energetica degli edifici, isolamento termico edifici pubblici e privati in parallelo alla riqualificazione estetica, anche attraverso una ESCO (Energy Service Company) o Global Service in servizio energia con FTT (Finanziamento Tramite Terzi: capitolato per una gara d’appalto che obblighi la società vincitrice ad effettuare gli interventi di risanamento energetico).

5) Facilitazione amministrativa nell’impiego di energie rinnovabili: solare (termico e fotovoltaico), idroelettrico da acquedotto o canali già esistenti. Introduzione delle energie rinnovabili e/o di impianti ad elevata efficienza energetica (pompe di calore, trigenerazione) su edifici pubblici (municipio, centri culturali e teatri, scuole, impianti sportivi).

6) Ripristino (qualora caduto in disuso) del diritto d’uso di legnatico per il prelievo familiare di legna da ardere sui boschi comunali, e conseguente manutenzione forestale. Campagna informativa per la sostituzione delle vecchie stufe a legna inefficienti con nuove stufe dotate di controllo dell’aria comburente e sistemi di postcombustione per la riduzione delle emissioni.

7) Razionalizzazione dell’illuminazione pubblica, freno alla proliferazione di nuovi punti luce se non strettamente necessari, utilizzo lampade a basso consumo e riduzione di flusso nelle ore notturne meno frequentate. Eventuale accensione a richiesta per strade periferiche a traffico minimo (esperienze a  Dörentrup, Germania).

8)  Immenso e straordinario impegno collettivo per il miglioramento dell’arredo urbano, lotta al degrado lungo le strade, rimozione microdiscariche abusive,  sostituzione segnaletica obsoleta (anche attraverso l’uso di lavoro socialmente utile o tempo libero di pensionati-cassintegrati). Netta riduzione della pubblicità stradale.

9) Abbandonare i progetti di grandi opere di scarsa o nulla utilità e dai grandi costi e impatti ambientali/sociali, a vantaggio di un aumento capillare dei servizi e della qualità di vita a scala locale. Preferire alla nuova costruzione di infrastrutture la manutenzione continua e capillare di quelle esistenti.

10) Scoraggiare l’aumento demografico oltre la capacità di carico del territorio per mantenere la qualità di vita degli abitanti. Favorire la ridistribuzione demografica tra zone sovrappopolate e eventuali borgate spopolate, caso tipico dei comuni montani.

Rifiuti

Non sporcare è meglio che pulire.

11) Campagna per la riduzione della produzione di rifiuti anche in collaborazione con gli esercizi commerciali (riduzione imballaggi e ritiro degli stessi ai punti vendita, prodotti di consumo in confezioni ricaricabili, sacchetti in tela multiuso, incentivo alla vendita di beni durevoli invece che usa-e-getta, servizi collettivi leasing o di quartiere).

12) Raccolta differenziata spinta porta-a-porta con tariffa puntuale  calcolata sul peso e in base alla ripartizione differenziato/indifferenziato, promozione filiera di riciclo materie prime con nuova occupazione e imprenditoria locale. Scoraggiamento dell’incenerimento dei rifiuti, salvo opzione residuale e per alcune categorie (es. rifiuti sanitari), come da normativa europea.

13) Compost da rifiuti organici obbligatorio nelle case dotate di orto-giardino, con riduzione della tariffa di raccolta rifiuti. Ove possibile compost collettivo nelle zone sprovviste di aree verdi individuali. Tentativo di limitare o evitare in alcune zone del comune la circolazione del mezzo di raccolta dei rifiuti organici.

14) Incentivo alla diffusione dei distributori automatici “alla spina” di latte, detersivi, cereali o di altri prodotti sfusi, anche posizionati all’interno di supermercati o di negozi e servizi di ristorazione collettiva, con i quali dovranno essere studiati programmi di riduzione dell’uso di  imballi plastici.

15) Subordinare la concessione di contributi per feste o manifestazioni varie, in base all’uso di stoviglie ceramiche o metalliche lavabili o  materiale biodegradabile (esperienza di Vienna).

Commercio e turismo

I piccoli negozi sono l’anima di un paese. L’imprenditoria locale porta ricchezza al tessuto sociale.

16) Freno alla costruzione di nuovi centri commerciali e rivalutazione del piccolo commercio locale, anche tramite incentivi e diminuzione del carico normativo, soprattutto nei centri storici.

17) Promozione e rivalutazione dell’artigianato locale con punti vendita consortili.

18) Nuova occupazione di qualità ottenibile tramite la promozione delle energie rinnovabili e della riqualificazione energetica in edilizia e nell’industria.

19) Incentivazione turismo a basso impatto ambientale e miglioramento offerta di ospitalità diffusa (hotel, B&B, agriturismi). Scoraggiare l’insediamento di megastrutture turistiche.

20) Ristrutturazione e apertura al pubblico del patrimonio architettonico e culturale sottoutilizzato o trascurato.

Acqua

Bene rinnovabile ma non infinito.

21) Tutela e sovranità pubblica del ciclo dell’acqua. Mantenimento delle fontane pubbliche.

22) Favorire la diffusione di cisterne per raccolta acqua piovana per irrigazione orti e giardini o altri usi secondari (obbligatorio su nuove costruzioni).

23) Recupero della fruibilità dei corsi d’acqua o laghi a fini turistici e di svago (rive degradate, inquinamento…). Incentivazione, dove sia possibile, degli impianti di fitodepurazione.

24) Realizzazione e manutenzione di servizi igienici pubblici (parcheggi, aree mercato, zone turistiche).

Verde e agricoltura

25) Più alberi sul territorio, piantumazione in aree marginali (parcheggi, svincoli stradali), più orti, anche con assegnazione pubblica di piccoli lotti agricoli.

26) Promozione filiera corta prodotti agricoli e accordi tra aziende agricole locali e punti vendita: “Farmer’s Market”. Istituzione di Gruppi d’acquisto solidale e comunale. Last Minute Market su cibo e altri oggetti con scadenza per limitare lo spreco (distribuzione a enti sociali o fasce deboli). Promozione mercatini dell’usato.

27) Nei comuni montani e collinari incentivo alla manutenzione di boschi, muretti a secco, aree di agricoltura marginale, anche con l’impiego di personale per lavori socialmente utili. Incentivo al reinsediamento di professioni agro-silvo-pastorali in aree abbandonate, con formazione di giovani nuclei familiari.

Cultura

28) Corsi per la diffusione della conoscenza del territorio locale e delle sue bellezze naturali e architettoniche, geografia, cultura agraria e enogastronomica, uso dell’acqua e delle risorse energetiche, formazione di una cultura del limite e della  comunità sostenibile.

29) Promozione attività culturali e musicali a basso costo. Iniziative di aggregazione per un uso intelligente del tempo libero  a servizio della collettività locale là dove le risorse economiche pubbliche non sono sufficienti.
Favorire la fruizione delle biblioteche pubbliche (anche come luogo di studio e aggregazione dei giovani) ed ampliare la loro dotazione libraria.
Meno televisione, più relazione.

30) Corsi destinati a tutti i cittadini per la prevenzione dei rischi naturali e artificiali: nozioni e esercitazioni di protezione civile in caso di terremoto, alluvione, frana, incendio, incidente d’auto o sul lavoro. Informazione ed educazione sanitaria e nozioni di pronto soccorso nelle scuole.

31) Favorire l’integrazione etnica: attività culturali per la condivisione di culture diverse (corsi di lingue, cucina etnica, musica, geografia, artigianato dei Paesi di provenienza dei cittadini stranieri).

Trasporti e telecomunicazioni

32) Miglioramento del trasporto pubblico (navette con orari coordinati con scuole e ferrovie) e del trasporto ciclistico privato con la realizzazione di piste ciclabili o la limitazione del traffico in alcune strade, introduzione del “pedibus” per i bambini che vanno a scuola.

33) Incentivo alla diffusione della banda larga e al telelavoro. Sperimentazione della filiera corta anche nei posti di lavoro: privilegiare per le professioni ove ciò sia possibile le assunzioni dei residenti limitrofi per ridurre i tempi di trasferimento.

Rapporti amministrazione-cittadini

34) Miglioramento assistenza ai cittadini negli uffici pubblici.
Facilitare il rapporto con i cittadini tramite posta elettronica e procedure informatiche automatizzate in rete (pagamento tributi, certificati, normativa, pratiche edili, rifiuti, ecc.)..

35) Utilizzo del sito Internet del Comune per rendere trasparente l’attività della pubblica amministrazione.

36) Superamento dei localismi e stretta cooperazione con livelli geografici e amministrativi superiori al comune. Coordinamento integrato sul territorio per il miglioramento della fruizione turistica, la lotta all’inquinamento e all’abuso edilizio, la promozione dei prodotti agricoli e dell’artigianato locale.

Posted by: fspano | April 30, 2009

The archdruid report


This article is a great source of inspiration for how to face the coming changes.

What should we keep, what should we drop and what should we learn?

Posted by: fspano | February 26, 2009

Angelo BAracca sul Nucleare


Leggo e riporto questo interessante articolo di Angelo Baracca.

The article above is very interesting and informative: many points are open for deeper investigation.

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